sabato, aprile 29, 2006

Mitridatizziamoci!

Cinque anni fa Indro Montanelli espresse un concetto rimasto nella memoria. Per liberarsi di Berlusconi gli Italiani avrebbero dovuto provarlo. Mitridatizzarsi da lui attraverso l’esperienza di governo. Quante volte ci hanno ricordato questo concetto? Peccato che stavolta Mitridate sarebbe morto…
La teoria dell’antidoto non ha funzionato per Berlusconi. Proviamo a ribaltarla. Potrebbe funzionare per un governo Prodi. Lasciamo governare questa sinistra che in cinque anni ha saputo esprimere (quasi) solo critiche & contraddizioni. Le urne gli hanno dato la maggioranza? E’ giusto che abbiano la possibilità, il dovere di provare a governare. E chissà che magari gli italiani non finiscano per rimpiangere il tanto vituperato Cavaliere…
Ad una condizione però. Ci aspettiamo dai maggiori quotidiani nazionale la stessa “obiettività” e “imparzialità” che li hanno guidati in questi cinque splendidi anni di “declino” & “sfascio” italiano…

venerdì, aprile 28, 2006

Felici di perdere

Prima di scrivere su ciò che è più vicino bisogna pensarci bene. Facile scrivere di getto riguardo gli avversari. È semplice dirlo: non hanno vinto. Ma ancora credono di esserci riusciti. Più difficile guardarsi dentro casa. E dirsi francamente: abbiamo perso. Bisogna essere obiettivi. Fare un paragone con le aspettative della vigilia è giusto. Ci rende felici di aver salvato un risultato che sembrava compromesso. Quante ne abbiamo dovute sentire su Berlusconi. E che soddisfazione leggere sull’Espresso: “il Cavaliere non è finito. Anzi, sta piuttosto bene”. Se lo dicono loro!
Ciò non toglie che abbiamo perso. Di 24.000 voti alla Camera. Per colpa dei senatori “esteri”. Forse anche per qualche trucchetto nelle sezioni elettorali. Però la sostanza non cambia. Dopo cinque anni di governo si è perso. La coalizione in sé lo ha fatto. Ma al suo interno le valutazioni, e le critiche, devono necessariamente essere diversificate. C’è chi non cresce, come AN, ancorata a quel limbo tra il 12 e il 13% ormai da anni. Nonostante le spaccature, le virate al centro, le conversioni del suo leader e l’incoronazione a candidato premier. Niente. Un partito che non riesce a spiccare il volo. Cui probabilmente farebbe bene avviare una seria riflessione sulla necessità di confluire in un soggetto più forte & unitario. Perché da solo non ce la fa.
Discorso diverso per l’UDC. Parlano i numeri. Raddoppiati i voti rispetto al 2001, nonostante in questi cinque anni abbiano lasciato il partito tutti i vari D’Antoni, Rotondi, Cutrufo, Lombardo, etc.
Per non parlare dell’inedita spaccatura all’interno della triade Casini-Follini-Cesa. Ma se l’UDC avesse mantenuto la conformazione di inizio 2002, quella della fondazione, dove sarebbe arrivato? All’8%, al 10? Di sicuro la CDL avrebbe vinto. Non cambia però la necessità di confluire in un unico soggetto. Farebbero un errore clamoroso a ritenere di poter catturare tutti quei 9 milioni ancora fedeli a Berlusconi. E senza di loro non si va da nessuna parte.
La Lega è in crisi. Nerissima. Un punto percentuale in più rispetto a cinque anni fa. Nonostante la tanto agognata devolution, ministeri di peso, l’accordo con l’MPA. Rischiano davvero la scomparsa in un ottica di due legislature. Ma quanti sono a pensare che ciò possa essere solo un danno per il futuro dell’area di centro-destra?
Last but not least. Forza Italia. 1 milione e 800 mila voti in meno rispetto a cinque anni fa. Eppure sembra una vittoria. Forse lo è davvero. Si è capito, e tutti dovrebbero averlo fatto, che è davvero il partito erede della DC. Nessuno lo dice, ma poi tanti, tantissimi lo votano. Per vergogna, turandosi il naso, non ce ne può fregare di meno. Forza Italia è il partito di maggioranza relativa in Italia. Chi lo ha votato merita rispetto. In più, aspetto più importante, Berlusconi è vivo e vegeto. Altro che finitobollitocotto. I voti sono i suoi, e nessuno glieli può negare. Ha un solo grande problema. Molto più grande delle dinamiche politiche interne alla CDL. La sua età. 70 anni non sono pochi, difficile pensare ad una attesa di cinque anni per tornare al governo. Due possibili scenari. Non necessariamente incompatibili tra loro. Da un lato, opposizione intransigente per far cadere il governo Prodi e tornare al voto quanto prima. Dall’altro, bisogna costruire. E bisogna decidere in fretta. Procedere con il Partito unitario, o continuare ad andare avanti separati. Ci risparmiamo un giudizio per adesso. Di sicuro non ci nascondiamo dal dire che Forza Italia deve, anzi merita di essere rafforzata. Si dice che sia un partito d’opinione. Perfetto. 9 milioni di voti solo con “l’opinione”. Perché non pensare a cosa avrebbe potuto fare se avesse potuto godere di un (almeno) sufficiente radicamento sul territorio. Bisogna ripartire dal basso. Questa è la vera occasione per iniziare a farlo davvero. Noi faremo la nostra parte…

lunedì, aprile 24, 2006

Cinque anni al governo /5

(AGI) - Roma, 24 apr. - "L'annuncio di una manovra bis da parte
di Romano Prodi dimostra una volta di piu' la sua dipendenza
dal capitale finanziario nazionale e internazionale. Il nuovo
governo si presenta col biglietto da visita dei nuovi sacrifici
per le masse popolari: a partire dall'aumento dell'Iva e da
nuovi tagli alla sanita'". Lo dice Marco Ferrando, portavoce di
Progetto comunista-sinistra del Prc, che aggiunge: "Il Prc e
Fausto Bertinotti non possono prestarsi a coprire a sinistra le
politiche dei banchieri in cambio di un paio di ministri e
della presidenza della Camera. Gia' l'apertura del Prc alla
Tav, la disponibilita' al 'compromesso' sulla legge 30,
l'annuncio di un voto favorevole al finanziamento della
missione in Aghanistan incontrano l'opposizione incredula della
maggioranza reale dei militanti del partito. A maggior ragione
la incontrerebbe un eventuale sostegno a nuovi sacrifici.
Ancora una volta chiediamo a Bertinotti di fermarsi, di
bloccare l'ingresso nel governo, di accettare finalmente una
verifica democratica interna su questi atti e passaggi. In caso
contrario la sua scissione con le ragioni sociali del partito
si farebbe irreversibile. E Progetto comunista - sinistra del
Prc si assumerebbe in quel caso tutte le sue responsabilita'
nel rilanciare un'opposizione comunista e la Rifondazione
comunista".


Marco Ferrando - Prc

Mortadella game



Provatelo, vi fate 4 risate!

domenica, aprile 23, 2006

Cinque anni al governo/4 - Curve pericolose



Prodi ribadisce a muso duro: "Governeremo per 5 anni".

Qualcun altro lo stesso giorno fa dichiarazioni che si scostano un tantinello dalla sua...

L'accusa formulata dall'Udeur è che l'Unione si sposti sempre più a sinistra: «Intanto prendiamo atto, come prende atto il Paese, che la coalizione va sempre più a sinistra e, per quanto ci riguarda, all'interno di questa coalizione siamo sempre più simili alle ombre dantesche. Nella coalizione che ha vinto di misura le elezioni c'è infatti sempre più il fantasma del Centro, di quel poco di centro che ci fa essere nel Sud il terzo partito nonostante le enormi difficoltà che abbiamo patito e dovuto affrontare. Quanto si potrà durare così? Senza gesti significativi la fine arriverà prima dell'inizio e non certo per colpa nostra».

giovedì, aprile 20, 2006

Non solo internet, ma radicarsi sul territorio.




Leggo il Domenicale e sottoscrivo ogni parola di Angelo Crespi.
Krillix poi sostiene che facciamo i reduci senza mai aver combattuto la nostra guerra, senza esserci mai dati una mossa, senza fare altro che frignare.
In parte è vero. E la cosa mi fa incazzare parecchio.
Internet è la più grande invenzione del secolo, e la si sta usando alla grande. L'ha capito
Beppe Grillo, che ha uno dei blog più visitati al mondo, roba da far impallidire i siti delle testate giornalistiche più importanti.
L'ha capito
Tocqueville, che ha colto l'attimo ed è diventato un grande aggregatore di pensiero, di idee e di parole. Ma può bastare per dare delle solide radici a questa cultura di centro destra?
Io credo di no. Occorre altro.
Esistono migliaia di giovani che non si riconoscono nella cultura di centrosinistra e che aspettano solo di esser presi per mano, e la nostra pigrizia finora li ha lasciati incantare dagli editoriali dei giorgibocca e dai film (documentari) di Moretti e della Guzzanti.

La sinistra è sempre stata un'agguerrita macchina da territorio.
Dobbiamo sinistrizzare un pò il centrodestra. E lo dobbiamo fare insieme. A chi sostiene che gli unici luoghi dove si possa trovare una qualche associazione culturale sono Roma o Milano, invito a dare un'occhiata alle
quasi cento sedi dei Circoli giovani in tutt'Italia e alle varie attività culturali che dal 2002 hanno messo in piedi.

E' bene che alla mente affianchiamo il corpo.
E' bene che tutte le idee che nascono qui abbiano una struttura solida e organizzata alla base, che le possa trasmettere con ogni mezzo divulgativo in tutto il Paese.
E' bene che il Paese si accorga di quanti siamo.

Questa è l'azione di cui abbiamo bisogno.

mercoledì, aprile 19, 2006

Cinque anni al governo /3

Roma, 19 APR (Velino) - È scontro nell'Unione tra chi
vorrebbe abrogare la legge Biagi e chi invece "ritoccarla",
ma comunque mantenerla in vigore. Questa volta e' toccato a
Daniele Capezzone lanciare una frecciata agli alleati che
vorrebbero sbarazzarsi della legge 30. A margine della
direzione nazionale della Rosa nel pugno, Capezzone ha infatti
affermato: "Bene che i segretari di Cisl e Uil
abbiano detto no ai diktat e ai veti della Cgil, dei
Comunisti italiani e di Fausto Bertinotti. Se dopo aver
commesso tanti errori sulle tasse, il centrosinistra ora inizia anche
a commettere errori sulla legge Biagi, andandola a abolire, sarebbe una
sciocchezza". Da queste parole risulta chiaro che l'intenzione della Rosa nel
pugno non e' quella di abrogare la legge Biagi, ma di "riequilibrarla,
perche' non siano solo i lavoratori a pagare il prezzo della
flessibilita'. Ma questo paese - ha aggiunto Capezzone - ha bisogno
di piu' Biagi, meno Rizzo e meno Diliberto".
Non sie' fatta attendere la
replica del segretario dei Comunisti italiani. "Non intendiamo assolutamente
alimentare polemiche all'interno dell'Unione - ha spiegato Diliberto - e
quindi non replichiamo alle dichiarazioni di Capezzone sulla legge
30". Ma ha poi non ha risparmiato una stoccata all'esponente della Rnp: "Per quanto
riguarda le cose da fare noi ci atteniamo al programma di governo del centrosinistra,
programma sottoscritto da tutti. Ora - ha concluso il segretario Pdci - appare chiaro chi e' che fa il guastatore all'interno della nostra coalizione"

Daniele Capezzone e Oliviero Diliberto

martedì, aprile 18, 2006

Cinque anni al governo/2

Roma, 15 apr. (Apcom) - Dall'Unione "prima delle elezioni tutti
salamecchi, caro Clemente di qua, carissimo Clemente di là e
poi... pensano di buttarmi di sotto. Ma io la politica la conosco
e posso spiegarla a tanti di questi strateghi che fanno gli
spocchiosetti e gli ironici". In un'intervista al
Corriere della Sera, il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, replica
alle critiche giunte dall'Unione e, in particolare, da Antonio
Di Pietro. "Ma che vuole - si chiede Mastella - il rozzo Di Pietro? Ma
come si permette? Ora s'atteggia pure a uomo politico di rango...".
E sull'apporto dell'Udeur alla vittoria dell'Unione, dice:
"Nonostante tutto, io ho portato all'Unione quattordici deputati
e tre senatori. Un capolavoro elettorale".

Clemente Mastella - Leader Udeur



Roma, 15 apr. (Apcom) - "D'Alema e l'Unione vogliono sbarazzarsi
di noi".
Ad affermarlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è Marco Pannella
che spiega: "Che novità è che D'Alema non vuole i Radicali? D'Alema ha sentito l'urgenza di dire, magari anche al Vaticano, che fatte le elezioni è ora della fine della Rosa. Ma i socialisti sono stati i più intransigenti a fermare questi tentativi di annessione e le aggressioni che hanno ricevuto dai Ds, dalla Margherita, da Mastella".
Quanto alla 'ricompensa' attesa dal leader dell'Unione, Romano
Prodi, Pannella afferma: "Aspiriamo a tutto. Abbiamo 18 eletti:
18 ministri! Fuor di scherzo, il problema è che ad oggi
nessuno ha chiesto le nostre opinioni Io aspetto che sia Prodi a
proporci quale sia il contributo che dobbiamo assicurare".
Il leader radicale annuncia poi un "libro bianco perchè tutti
sappiano quanto abbiamo potuto resistere a procedimenti che
colpivano la nostra stessa esistenza".

Marco Pannella - La Rosa Nel Pugno


Roma, 18 apr - "In materia di lavoro, la linea tracciata
da Rifondazione, Comunisti italiani e Cgil rappresenta il viatico
per una grave sconfitta dell'Unione, gia' alle prossime
amministrative. La linea della pura e semplice abrogazione della
Legge Biagi e' un errore grossolano, e come tale va respinto".
Cosi' Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel pugno,
che, a una settimana dalle elezioni politiche, rende esplicite le
prime contraddizioni in materia di politiche del lavoro
all'interno dell'Unione.
Capezzone esprime, invece, un giudizio positivo sulle parole
di Luigi Angeletti, che stamane ha dichiarato al Messaggero
l'indisponibilita' della Uil ad appoggiare un'eventuale modifica alla legge 30.
"Le dichiarazioni rese ancora oggi dal segreterio
generale Luigi Angeletti, che collocano la Uil su una linea
coraggiosa di innovazione e riforma- ha detto Capezzone-
rappresentano un fatto di particolare importanza, oltre che di
grande positivita'".

Daniele Capezzone - La Rosa Nel Pugno

lunedì, aprile 17, 2006

Con questi leader non vinceremo mai...


È passata una settimana. Non c’è ancora uno scenario ben definito.
Chi ha vinto? Un Unione che nonostante l’appoggio dei giornali, italiani & stranieri, e dell’establishment è riuscita a tirare fuori solo 20.000 voti più della CDL? Un leader che ha promesso felicità, serietà, dialogo, bla bla bla e che ora si ritrova con una coalizione dalla maggioranza eterogenea e debole, ma senza truppe proprie? Crediamo di no.
Il vincitore morale ci sarebbe. Eccome se c’è. Ma purtroppo serve a poco. Non ci credeva NESSUNO, forse solo lui, eppure ha messo insieme più di 9 milioni di voti per il suo partito.
Cinque anni di governo logorano, soprattutto in Italia. Logorato dai giornali, dalle migliaia di editoriali e centinaia di libri che lo descrivevano fallito ed ormai al capolinea. Probabilmente la gente non li ha ascoltati. Forse a comprare certi libri o dvd, ad andare al cinema per certi film, sono sempre gli stessi. Una minoranza del paese. Che non è riuscita a coinvolgere nelle proprie convinzioni quella enorme fascia d’elettorato, soprattutto nel Nord, che ha deciso di ridare la propria fiducia al Premier.
Da anni viviamo immersi nella retorica del declino. Diamolo per vero. Il risultato elettorale sarebbe ancora più sorprendente. Nonostante l’acclarato declino, in teoria prodotto da questo Governo, gli italiani hanno deciso comunque di dargli più di 300.000 voti rispetto all’opposizione.
Allora delle due l’una. O il governo ha lavorato bene, il declino non c’è (posto che la situazione economica sia indubbiamente difficile), e quindi merita ancora cinque anni di lavoro. Oppure questa opposizione, questa Unione, è talmente sgangherata e poco meritevole di fiducia, da non essere riuscita nemmeno a superare la tanto decantata soglia del 50%, a prendere 300.000 voti in meno al Senato, a perdere in tutte, e sottolineo TUTTE, le regioni del Nord produttivo, a prendere solamente 25.000 voti in più alla Camera. Vantaggio destinato a dimezzarsi successivamente al riesame dei conteggi da parte delle Corti d’Appello.
Quattro anni fa Nanni Moretti, a Piazza Navona, disse: “con questi leader non vinceremo mai”. Aveva ragione, altro che sondaggi immaginifici. I DS al 23/24%? Hanno preso il 17,4, solo mezzo punto in più del minimo storico del 2001. La Margherita al 14/15%? Ha preso il 10,7%, distante quasi quattro punti dal risultato di cinque anni fa. E la mitica lista Uniti nell’Ulivo? 31,26% , solo lo 0,2 in più delle Europee di due anni fa. Ridicoli. Per tacere della Rosa nel Pugno, il partito che “piace alla gente che piace”, arrivato al 2,6%.
Un paragone con le premesse della vigilia? Dovrebbero dimettersi tutti. Fassino, Rutelli e compagnia bella. In primis Prodi, che purtroppo non può neanche farlo essendo privo di un partito alle sue spalle.
Alla prossima parliamo della CDL…

domenica, aprile 16, 2006

Cinque anni al governo

(AGI) - Roma, 11 apr. - "Si puo' governare per cinque anni. Questa maggioranza
dona tranquillita' al Paese e non abbiamo alcuna intenzione di pensare a tipi di
maggioranze diverse.

Romano Prodi - Leader Unione





Roma, 11 apr. (Apcom) - "Senza questo partito oggi in Italia ci sarebbe una
diversa maggioranza sia alla Camera che al Senato". "Ha vinto il centrosinistra,
non la sinistra. Non consentiremo parole in libertà da parte di Luxuria e della
sinistra, non ci sono piaciute e non stanno nella logica del programma
dell'Unione che è stato firmato da tutti". L'Udeur ha scelto di stare con
l'Unione "con convizione per un partito di frontiera come il nostro", ma,
avverte Mastella, "la coalizione non spinga in alcuna maniera perchè sarebbe
difficile per noi accettarlo, sarebbe incompatibile con la nostra storia"e,
insiste, "senza di noi adesso ci sarebbe un'altra storia".

Clemente Mastella - Leader UDEUR


Roma, 12 apr. (Adnkronos) - ''Alzi la mano chi ritiene che Prodi farebbe una
buona scelta a seguire le ricette che gli suggeriscono Bertinotti o Diliberto
sia nella politica economica sia in quella estera. Ci siamo sgolati per tutta la
campagna elettorale per tentare di non far compiere passi falsi su tasse e
politica estera. Se ci fosse stata un'altra settimana di campagna, con scivolate
tipo quella di Bertinotti, avrebbe vinto Berlusconi''.

Daniele Capezzone - La Rosa Nel Pugno

Roma, 13 apr. (Apcom) - "Sono appena uscito da una riunione fiume dell'Unione
dove per tutto il tempo hanno fatto finta di non vedermi. Ad un certo punto
qualcuno mi ha chiesto: ma quanti seggi hai preso, quattro o cinque? E io:
veramente 25! Quello che parlava di più era Mastella che non faceva che
chiedere posti, la presidenza del Senato e qualche ministero".

Antonio Di Pietro - Leader Italia dei Valori



Mi pare che la Rosa nel Pugno fosse solo un cartello elettorale''.
Massimo D'Alema - Presidente DS


Roma, 14 apr. (Adnkronos) - ''E' gratuito e autolesionista, per non dire
altro, l'attacco di oggi di D'Alema contro la Rosa nel pugno, e, in particolare,
contro i radicali. Il presidente dei Ds farebbe bene a mettere da parte furbizie
e tatticismi, e a farsi due conti: scoprirebbe che l'apporto della Rosa e' stato
elettoralmente decisivo, con un milione di voti''.
Daniele Capezzone - La Rosa nel Pugno

mercoledì, aprile 05, 2006

SLIDING DOORS - Come potrebbe cambiare la tua vita per un voto sbagliato




Pubblichiamo più che volentieri una e-mail di Angelo Crespi, direttore de "Il Domenicale".

Cara amica, caro amico,

mancano poche ore alle prossime elezioni.
Questa volta è davvero in gioco il futuro del nostro paese e della nostra civiltà. E non sto parlando di economia, tasse, Cina, globalizzazione, temi peraltro importanti.
No. Questa volta la decisione tra il CentroDestra e il CentroSinistrasi rifletterà sui nostri intimi valori, i valori della nostra civiltà cristiana che ci accomuna tutti: religiosi e laici, praticanti e non praticanti.
Abbiamo cercato di analizzare e poi mettere in forma seria e chiara, il motivo per cui votando CentroSinistra rischiamo di azzerare la nostra tradizione su tutti i temi che ci stanno a cuore: vita, persona, famiglia, educazione, scienza.
Sabato 8 aprile pubblichiamo 2 documenti molto importanti. In essi si dimostra chiaramente perché chiunque creda in questi valori non deve votare CentroSinistra e, a maggior ragione, perché un cattolico non può votare CentroSinistra.
Sono 2 documenti chiari, scritti senza intenti di falsa propaganda,che mettono semplicemente a confronto ciò che dice la Chiesa e ciò che dice la Sinistra, cosa pensa la Chiesa e cosa farà la Sinistra contro i valori cristiani.

E' inutile farsi l'illusione che Prodi, pur un cattolico, possa fermare questa deriva. E' inutile farsi l'illusione che Prodi possa rallentare le forze nichiliste che vogliono cambiare in peggio la nostra società, la nostra famiglia: divorzi più veloci, aborti più facili, Pacs, clonazione, eugenetica, eutanasia, meno tutela per la persona in cambio di una falsa libertà collettiva, meno attenzione alla vita in nome di falsi diritti soggettivi.
Non mi dilungo.
Qui in allegato troverai il pdf de Il Domenicale che sarà in edicola sabato 8 aprile. Puoi leggerlo integralmente in anteprima.
Ti chiedo solo di condividere la nostra piccola battaglia e inviare questa e-mail a tutti coloro che sono interessati al dibattito (amici, siti, newsgroup, newsletter, giornali, enti, fondazioni, associazioni) e che potranno convincersi dell'onestà del ragionamento.
Un piccolo sforzo per il nostro futuro.

Grazie per il tuo impegno


Angelo Crespi
Direttore de "Il Domenicale"



Comunicato stampa

Milano, 4 aprile. “il Domenicale”, il settimanale di cultura diretto da Angelo Crespi ed editato dall’omonima società presieduta da Marcello Dell'Utri, sabato 8 aprile dedica la prima pagina e un approfondimento interno a documentare le ragioni per cui un cattolico, e qualsiasi persona attenta ai princìpi che difendono la vita, la famiglia e la libertà, non può votare per il centrosinistra nelle prossime elezioni.
Da un conteggio delle preferenze espresse nell’attuale legislatura si constata che deputati, eurodeputati, enti locali gestiti della coalizione del centrosinistra si sono espressi abitualmente contro i valori e quelle realtà che Benedetto XVI ha definito “non negoziabili”: Pacs, unioni omosessuali, adozione di bambini da parte di single e gay, aborto, eutanasia, commercio, vendita e manipolazione degli embrioni, droghe libere, stop alle scuole autonome.
Inoltre, sia le dichiarazioni esplicite (Prodi: “Aborto e divorzio sono un patrimonio dell’Unione”), sia gli oggettivi rapporti numerici all’interno di quella coalizione mostrano che è impossibile, anche in buona fede, difendere questi princìpi nel gioco delle maggioranze che privilegia l’ala estrema.
Un ampio approfondimento, che occupa le due pagine centrali del nostro settimanale, enumera “i 6 buoni argomenti su cui riflettere più in dettaglio”. Che riguardano, nell’ordine, la famiglia, la scuola, la vita e la scienza, l’ambiente e la demografia, la religione e la Chiesa cattolica, la salute e le droghe. Per ciascuno si riportano documenti dell’Unione e della Chiesa, dichiarazioni d’intenti e analisi esplicative.
Se ne conclude che malgrado in teoria il cittadino cattolico sia libero di scegliere le proprie opzioni politiche, nella pratica questa scelta non può che essere unilaterale, per il centrodestra: infatti, come ha dichiarato il 30 marzo scorso l’Arcivescovo Angelo Amato, segretario della Congregazione vaticana per la Dottrina della fede, “è importante fare una chiara e netta distinzione tra forze politiche che rispettano nella loro ispirazione e nel loro programma di governo i princìpi e le esigenze etiche non negoziabili, e forze politiche che su questi aspetti e vincoli fondamentali hanno una visione opposta alla dottrina cristiana o comunque relativista.
Il cattolico non può appoggiare le forze di questo secondo tipo”.

Tra le ragioni per negare il voto alla Sinistra, l’approfondimento de “il Domenicale” elenca per esempio queste idee-guida desumibili dalle dichiarazioni di esponenti di Sinistra e dal programma dell’Unione:

- sembrerebbe che la famiglia sia anche quella composta da persone dello stesso sesso;
- sembrerebbe che è uguale per un figlio avere due papà o due mamme anziché un papà e una mamma;
- sembrerebbe che lo Stato venga prima della famiglia e debba regolarla secondo i suoi dettami;
- sembrerebbe che l’istruzione e l’educazione dei nostri figli sia compito prevalente, se non esclusivo, dello Stato e non dei genitori, per cui la scuola deve essere soltanto quella che lo Stato istituisce;
- sembrerebbe che si possa manipolare a piacimento la vita nascente, sopprimendola, facendola oggetto di sperimentazioni cruente, sottoponendola ai desideri e alla volontà dei singoli;
- sembrerebbe che fare commercio di ovuli, spermatozoi, uteri sia naturale e segno di progresso civile;
- sembrerebbe che sia meglio lasciarsi morire piuttosto che vivere, quando si ritenga che non valga più la pena, disprezzando il dono di Dio;
- sembrerebbe che la Chiesa non debba intervenire nella vita dello Stato e che la religione sia un fatto privato che non deve interferire con la vita pubblica dei cittadini;
- sembrerebbe che l’uso delle droghe sia legittimo, che non nuoccia alla salute e che vada liberalizzato e non sanzionato, controllato e non eliminato.



Altri approfondimenti - Associazione Nuove Onde

sabato, aprile 01, 2006

La favola dei toni bassi

Ma può una campagna elettorale, culmine della battaglia per la conquista del potere, assumere toni bassi? Cosa vogliono dire questi famigerati “toni bassi”?
I programmi sono interessanti. Più o meno lunghi che siano.
È importante “parlare al futuro”, “dare un sogno”. Tutte formule buone per gli esperti di marketing.
Ma la gente vota anche con la pancia. Oltre che con le tasche. E spesso la pancia è carica di sentimenti più negativi che positivi.
La paura del comunismo è servita per cinquant’anni alla DC. Ben compensata dalle accuse inverse di affarismo e autoritarismo.
Casi più recenti: quanti voti ha recuperato la sinistra nel 2001 agitando lo spettro del Berlusconi “mafioso”? Ci fidiamo di Luca Ricolfi, uno dei pochi capace di separare convinzione personale & analisi professionale, che parla di più di un milione di potenziali astenuti, spinti invece a votare per evitare la possibile “deriva antidemocratica”.
Anche nel 2006 non ci siamo fatti mancare nulla. Prodi “precario”, Tremonti “delinquente”, Fassino “operatore di pompe funebri”. Su Berlusconi ci asteniamo, servirebbe un blog a parte.
Si vogliono motivare sentimenti negativi, di paura, di pericolo.
Spesso però sono i giornali ad esagerare. Lo sfottò diventa “insulto”. Non passano prese in giro che non siano “attacchi personali”.
Così come fanno i politici stessi. L’attacco può servire, ma fare le vittime in Italia non guasta mai…