Uno strano referendum
Domenica 25 si vota. Ancora non si è ben capito se è il referendum costituzionale o l’ennesimo turno del quesito Berlusconi SI/NO. Dopo la risicatissima sconfitta del 9 aprile il Cavaliere si è lanciato nella campagna per le amministrative del 28/29 maggio. L’intento era palese. Dare un segnale di sfiducia immediata al governo Prodi e alla sinistra onnivora del primo mese di governo.
Intento che però ha visto mancare un calcolo fondamentale sulle caratteristiche dell’elettorato. Soprattutto quello di centro-destra. Motivato a votare il 9 aprile grazie soprattutto all’importanza dell’appuntamento & alla potente campagna elettorale (soprattutto televisiva) dello stesso Berlusconi. Combattente mai domo forse perché unico convinto delle possibilità di rimonta.
Per le amministrative è però andata diversamente. Campagna elettorale locale, poca televisione e pochi dibattiti tra leader, scarsa affluenza alle urne. E sono mancati i voti proprio del centrodestra.
Per fare un esempio: Veltroni al primo turno a Roma, nel 2001 prende circa 800.000 voti. Quest’anno circa 807.000. Solo 7.000 in più. Dov’è il plebiscito? La verità è che cinque anni fa si votava in concomitanza con le politiche, e c’era l’effetto traino di Berlusconi. Quindi Tajani prese più di 700.000 voti, con Alemanno che invece si è fermato prima del traguardo dei 500.000.
Non sono voti andati a Veltroni, come ben si vede dalle cifre, ma persone che non hanno votato. Persone della CDL, cosa che dovrebbe anche far riflettere (e molto…) sull’opportunità di evitare accuratamente l’election day politiche + amministrative.
Dopo tale risultato, ridimensionate le ipotesi di “spallata” al governo, cala la campagna in vista del referendum. C’è già puzza di sconfitta. Per questo la CDL evita di fare vera campagna, Berlusconi di mettersi di nuovo al centro dell’arena.
Accade il fenomeno contrario. L’Unione si ringalluzzisce, ed è lei stessa a porre l’ex-premier al centro della scena. Prendiamo Fassino il giorno dopo le amministrative: “..e ora un bel NO a Berlusconi!”
Ecco fatto. Volente o nolente il Cavaliere è sempre al centro della scena politica. Le elezioni sono sempre un referendum sulla sua figura. Questo però dovrebbe far riflettere soprattutto i suoi colleghi della CDL…
Riassumendo: 1) alle politiche Berlusconi si pone consapevolmente al centro della scena e funziona.
2) alle amministrative tenta di fare lo stesso, ma l’assenza dalla televisione & le caratteristiche del suo elettorato non producono gli stessi effetti.
3) il centrosinistra prende la palla al balzo e politicizza al massimo il referendum, caratterizzandolo come un SI o un NO all’operato del passato governo.
Questa è la dinamica di questi mesi. Quesito per alcuni colleghi della CDL: finiti gli estenuanti dibattiti sulla leadership, quando, per la vostra gioia, Berlusconi non sarà più il leader del centrodestra, in assenza di una forza unitaria che sappia coagulare anche l’elettorato Berlusconiano (suo, non “di F.I.”), cosa vi inventerete per non rimanere all’opposizione perenne?
Intento che però ha visto mancare un calcolo fondamentale sulle caratteristiche dell’elettorato. Soprattutto quello di centro-destra. Motivato a votare il 9 aprile grazie soprattutto all’importanza dell’appuntamento & alla potente campagna elettorale (soprattutto televisiva) dello stesso Berlusconi. Combattente mai domo forse perché unico convinto delle possibilità di rimonta.
Per le amministrative è però andata diversamente. Campagna elettorale locale, poca televisione e pochi dibattiti tra leader, scarsa affluenza alle urne. E sono mancati i voti proprio del centrodestra.
Per fare un esempio: Veltroni al primo turno a Roma, nel 2001 prende circa 800.000 voti. Quest’anno circa 807.000. Solo 7.000 in più. Dov’è il plebiscito? La verità è che cinque anni fa si votava in concomitanza con le politiche, e c’era l’effetto traino di Berlusconi. Quindi Tajani prese più di 700.000 voti, con Alemanno che invece si è fermato prima del traguardo dei 500.000.
Non sono voti andati a Veltroni, come ben si vede dalle cifre, ma persone che non hanno votato. Persone della CDL, cosa che dovrebbe anche far riflettere (e molto…) sull’opportunità di evitare accuratamente l’election day politiche + amministrative.
Dopo tale risultato, ridimensionate le ipotesi di “spallata” al governo, cala la campagna in vista del referendum. C’è già puzza di sconfitta. Per questo la CDL evita di fare vera campagna, Berlusconi di mettersi di nuovo al centro dell’arena.
Accade il fenomeno contrario. L’Unione si ringalluzzisce, ed è lei stessa a porre l’ex-premier al centro della scena. Prendiamo Fassino il giorno dopo le amministrative: “..e ora un bel NO a Berlusconi!”
Ecco fatto. Volente o nolente il Cavaliere è sempre al centro della scena politica. Le elezioni sono sempre un referendum sulla sua figura. Questo però dovrebbe far riflettere soprattutto i suoi colleghi della CDL…
Riassumendo: 1) alle politiche Berlusconi si pone consapevolmente al centro della scena e funziona.
2) alle amministrative tenta di fare lo stesso, ma l’assenza dalla televisione & le caratteristiche del suo elettorato non producono gli stessi effetti.
3) il centrosinistra prende la palla al balzo e politicizza al massimo il referendum, caratterizzandolo come un SI o un NO all’operato del passato governo.
Questa è la dinamica di questi mesi. Quesito per alcuni colleghi della CDL: finiti gli estenuanti dibattiti sulla leadership, quando, per la vostra gioia, Berlusconi non sarà più il leader del centrodestra, in assenza di una forza unitaria che sappia coagulare anche l’elettorato Berlusconiano (suo, non “di F.I.”), cosa vi inventerete per non rimanere all’opposizione perenne?




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3 Comments:
Ciao a tutti,
a proposito di Alemanno...di Veltroni...di elezioni, ecco qualcuno che avrebbe fatto meglio a tacere:
Una poltrona per due
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Anonimo, at 07 luglio, 2006 08:52
Best regards from NY! » »
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Anonimo, at 21 febbraio, 2007 23:50
Very cool design! Useful information. Go on! » »
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Anonimo, at 02 marzo, 2007 09:58
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