giovedì, marzo 30, 2006

Uccidere la storia

Di fronte ad alcuni atteggiamenti della carta stampata di sinistra non c’è che da rimanere allibiti. E dico allibiti per usare un eufemismo. Articolo in prima pagina de “la Repubblica” di oggi. Titolo: “Il Cavaliere e la strega cattiva”. Autore? Gad Lerner. E già sul nome mi chiedo come mai continuo a meravigliarmi.
Signori miei, sapete cosa ha avuto il coraggio di dire ?Le affermazioni del Presidente Berlusconi secondo cui, in anni ormai remoti, i comunisti mangiavano i bambini sarebbero paragonabili a storie fanciullesche del tipo di Hansel e Gretel.
Hansel e Gretel? Come paragonare le camere a gas naziste al gatto con gli stivali.
Avete idea di quello che sarebbe successo se un’affermazione come questa fosse uscita da giornali di destra? Inimmaginabile.
E’ storicamente provato che i Cinesi mangiavano i propri bambini, non solo in periodi di carestia; La carne umana era perfino considerata una prelibatezza per i palati delle alte classi. Ancora meglio se di giovani bambini.
Mi permetto di dire una cosa: Signor Lerner, oggi ha commesso un fatto di un’efferatezza vergognosa. Oggi Lei ha ucciso la storia.

martedì, marzo 28, 2006

Lo sport fa bene alla salute

Uscirà domani in edicola con Libero “Tutti i peccati di Prodi”, un pamphlet a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta sugli errori contenuti nel programma della sinistra.
Vi proponiamo qui una piccola parte della prefazione scritta da Feltri; due righe che fanno già intendere come in questo opuscolo se ne leggeranno davvero delle belle.

“…Di fronte a certi abissi di intelligenza sono rimasto davvero ammirato. Alla penultima pagina ho trovato il culmine del genio progressista, una perla che ha dovuto senz’altro richiedere il contributo di numerosi premi Nobel tipo Dario Fo, coordinati da Umberto Eco. Eccola, pagina 280: “Lo sport fa bene alla salute”. Dinnanzi ad affermazioni così rivoluzionarie e persino evangeliche ci leviamo il cappello, non è vero? Se mi consultavi, caro Prodi, avrei fornito un contributo decisivo. Lo sport fa bene, ma anche l’insalata. Ma andate tutti a dormire, campioni mondiali della scienza con il birignao…….”

Che dire? Grazie Vittorio! Un Consiglio? Compratelo!

Piccola precisazione.

In merito alla questione della trimestrale di cassa, chiesta a gran voce dal Professor Prodi, vorrei ricordare ai nostri amici lettori che il Consiglio dei Ministri di fine anno ha comunque presentato l'andamento annuale dei conti. Questo vuol dire che, a prescindere dai dati di ottobre novembre e dicembre 2005, il Professore piagnone è perfettamente a conoscenza della situazione economica annuale del Paese, ma cerca di trovare un qualsiasi appiglio a cui aggrapparsi. Il front-man dell'Unione, infatti , dopo aver ritirato le proprie intenzioni di tassare bot e cct, deve ancora rispondere ad una semplicissima domanda:Caro Prodi, ci spiega gentilmente dove ha intenzione di trovare ventimila miliardi e dico VENTIMILA MILIARDI di lire per attuare la sua folle idea di diminuire il cuneo fiscale di 5 punti..... IN UN SOLO ANNO??Qualora avesse intenzione di dare una risposta la pregheremmo di non darla in perfetto politichese.Cerchi almeno per una volta di parlar chiaro.

Utopia del Grande Centro

Nella categoria degli spettri agitati quotidianamente dai nostri giornali, al secondo posto (dietro Berlusconi, of course…) si piazza con onore il Grande Centro. L’ipotetica Grosse Koalition che in molti sognano per rilanciare l’Italia. Pareggiotto alle elezioni, fuori dalla scena i due vecchi candidati. Largo ai (mezzi) giovani, i nostri cinquantenni rampanti pronti a far rinascere la Balena Bianca. Non solo un terzo polo, ma l’Unico.
Motivazione plausibile: vicinanza ideologico/culturale tra i due partiti centristi delle coalizioni: UDC & Margherita. Manifesta propensione al trasformismo/salto della quaglia di alcuni personaggi centristi.
Sarà… Ma sembra davvero un utopia. Si possono cancellare tutti questi anni di divisioni, tensioni, scontri duri e profondi?
Non c’è più il maggioritario, ma la logica bipolare è ormai nel nostro DNA. È nella nostra quotidianità. Destra vs. sinistra: chi vince governa. Senza pastrocchi o apologie del ribaltonismo.
Anche se non si può negare un fatto evidente. Ci sono regioni, soprattutto al Sud, dove è tale la tradizione centrista che non sembrano esserci confini tra i singoli partiti. Miscuglio di ruoli, favori reciproci, tutto per il proprio orticello. Quella logica di cui però tutti scontano le conseguenze negative.
La transumanza di singoli “onorevoli” non si arresta mai. Soprattutto a livello locale. È un flusso continuo e biunivoco tra gli schieramenti. Ma coinvolge ormai soprattutto mezze figure.
Personaggi che saltano di là solo per sperare in un posticino di sottogoverno, qualcosa per sé non per le persone.
Questa non è politica. Si chiama interesse personale. Ciò che più squalifica la politica vera.

domenica, marzo 26, 2006

Errore fu!

Sbagliando si impara. Abbiamo scritto un imprecisione sulla trimestrale di cassa. Prontamente segnalata da un commento al post.
Una piccola postilla sul polverone alzato riguardo la presentazione della suddetta. Viene chiesta a gran voce in nome della trasparenza. Siamo a fine Marzo. Negli ultimi anni è stata sempre presentata dopo la fine di questo mese. Due esempi: 29/4/2005 e 7/5/2005.
Abbiamo scritto un inesattezza. Resta la convinzione dell'inutilità della polemica sul presunto "occultamento".
D'altronde, siamo in campagna elettorale.

venerdì, marzo 24, 2006

Smentito e sbugiardato

Capire le dinamiche dei giornali. Capolavoro di bizantinismi e partigianeria.
Ieri Romano Prodi ha detto due bufale. E anche belle grosse. Le ricordiamo noi visto che sui giornali di oggi si parla solo, come al solito, di “scontro” e “polemica” con Berlusconi..
Ha detto: “l’allarme del Dipartimento di Stato Usa è partito dall’Italia” Prontamente smentito dallo stesso Dipartimento di Stato (non proprio degli inesperti…): “L’avviso diramato è responsabilità nostra”.
E una. Passiamo alla seconda.
Intervista in diretta a RTL: “Alcuni conti non li possiamo dare fino all'ultimo euro perche' manca la trimestrale di cassa. In poche parole non ci stanno dando i conti.”
Qualcuno potrebbe ricordare al possibile futuro Presidente del Consiglio, e già, purtroppo, tante altre cose, che la trimestrale non ci può essere perché tre mesi non sono ancora passati? Gennaio-Febbraio-Marzo.
Lui lo dice il 23 Marzo, e lo aveva già detto durante il confronto del 14.
Rilevanza sui giornali?
La prima annacquata nella tipica formula: “Berlusconi-Prodi scontro su qualcosa”
Della seconda non v’è traccia.
Ah, questi giornali di regime…

mercoledì, marzo 22, 2006

Sfida al centro

Chiari, non troppo tecnici, senza colpi bassi. Questo è stato il confronto tra Casini e Rutelli. Un confronto importante, più di quanto si pensi. I due si sfidano al centro, terra di mezzo ricca di quel 25 % di indecisi che alimenta paure e speranze nelle coalizioni.
Sono talmente al centro che di loro si è ipotizzato anche il sodalizio. Prima l’idea del Grande centro, poi quella della Grande coalizione. È tutto grande quando si parla del “centro” in Italia. Non a caso siamo un paese dove per cinquant’anni abbiamo avuto il centro, seppur variegato (molto, anche troppo) al governo. Ma come dice Sartori: “nei paesi normali i paesi di centro non esistono”. Perché sono minoritari, schiacciati dalla “normalità” del bipolarismo. Destra contro sinistra: chi vince governa.
L’Italia da dodici anni lo è. Ma cinquant’anni di politica non si cancellano facilmente. Siamo nella Seconda Repubblica, ma tante facce ci ricordano la Prima. La “balena bianca” è esplosa (o è stata fatta esplodere?), si è divisa in parti uguali tra destra e sinistra. A livello parlamentare, ma anche di voti. Un elettorato inevitabilmente mobile, indeciso, contendibile da entrambe le parti.
La gara quindi si gioca lì. Convincere i moderati di tutti i tipi: a rivotare ciò che si era votato nel 2001 o cambiare schieramento. Finora la campagna elettorale è sembrata pendere più verso la prima opzione.
Piccolo dubbio futuristico: ma se all’elettorato del vecchio PCI, saldamente radicato a sinistra, si aggiunge la maggioranza dell’elettorato moderato ex-DC causa uscita di scena di Berlusconi, al centrodestra cosa resta?
Scenario pessimista: Un partito unitario Casini-Fini (più Forza Italia orfana di Berlusconi), senza la Lega come già preannunciato, sarebbe in grado di conquistare l’alternanza di governo?

martedì, marzo 21, 2006

9 aprile: a quale partito sei più vicino?


Questo sito è molto interessante. Presenta un questionario di 25 domande incentrate sui temi più discussi della politica italiana, al quale è possibile rispondere indicando quanto si è favorevoli ( o contrari) a quel singolo tema.

Scoprirai a quale partito sei più vicino e qual'è invece quello col quale non condividi nulla.

Provate!

lunedì, marzo 20, 2006

Reality Italia

Siamo il paese europeo dove i reality-show hanno avuto maggiore successo. 6 edizioni del Grande Fratello, 5 di Amici, 3 dell’Isola dei Famosi, 3 della Fattoria, 2 della Talpa, più altri esperimenti di dubbio successo. Proviamo ad aggiungerne un altro. Il 9 Aprile si conclude la 4° edizione dell’Italia di Berlusconi, reality che ormai da dodici anni appassiona la gente del paese. Ma non solo: editorialisti, commentatori, opinionisti, libri, film, documentari, trasmissioni televisive, giornali, chiacchiere da bar, triccheballacche (ci sta bene, ennesima meteora televisiva…).
Intorno alla figura del Premier si è creato un mondo, un universo di linguaggi e di significati. In parte suoi, ma non solo. Abbiamo assistito anche ad una infinita valanga di spettri agitati. Quanti retroscena, quanti processi alle intenzioni, quanti “avrebbe”, “sarebbe”, “potrebbe”?
Un enorme Truman Show costruito intorno a lui, nel bene e nel male. Perché rappresenta un fenomeno di identificazione collettiva che non ha paragoni al mondo.
Poniamo un dubbio. Berlusconi è sempre stato un personaggio fuori le righe. Ma dove finisce il suo esserlo, ed inizia la sua “rappresentazione”? Quanto di lui si è detto e non era vero?
Ma soprattutto: quanto ha giovato al paese monopolizzare su di lui la vita politica?
Su questo le responsabilità sono da dividere equamente. Da una parte il suo comportamento. D’altra parte ciò che si è detto su di lui. Le persone sanno di notizie politiche attraverso due canali: giornali e televisione. Ebbene in cinque anni di governo Berlusconi in televisione non è andato molto.
Sui giornali è stato tutti i giorni. Ma proprio tutti. E ciò che le persone conoscono non sono i “fatti”, perché essi in assoluto non esistono. Nessuno di noi assiste ad un Consiglio dei Ministri, o ad un vertice internazionale. Esiste solo ciò che viene detto riguardo ad un “fatto”. Ed è ciò che hanno fatto i giornali. Forse esagerando a parlare solo e sempre di una persona. Nel bene e nel male. Più nel male a dire il vero. Ormai l’intento è chiaro: liberarsene!
Conclusione: passati dodici anni, votiamo sempre per un referendum. SI vs. NO. Non esistono alternative in Italia. Si è pro o contro di lui.
Controindicazione: tantissimi discorsi, temi, problemi, vengono posti in secondo piano dall’ossessione di parlare sempre della stessa cosa. Che noia!

domenica, marzo 19, 2006

Vero giornalismo

Questo post sporge spontaneo, tirato fuori dalla visione di una trasmissione di parte. Come la settimana scorsa, ma in senso opposto. Oggi Lucia Annunziata ha ospitato Francesco Rutelli. Oggi è domenica 19 marzo 2006. Sapete chi saranno i prossimi ospiti? Piero Fassino il 26 marzo, Romano Prodi il 3 Aprile. Un bel calendario per le tre domeniche prima delle elezioni. Degno della par condicio.
Torniamo a oggi. Che aggressività! Botta e risposta, inchiodare l’intervistato sulle contraddizioni, una funzione di giornalista “watchdog”, cane da guardia, nel solco della migliore tradizione americana. Tutto questo non è successo.
Domande tranquille, senza interruzione durante l’esposizione della risposta, senza arroganza né ricerca dello scontro.
Chissà perché la memoria torna ad una settimana fa…

venerdì, marzo 17, 2006

Pareggio scontato

Prima di scriverne abbiamo riflettuto. Non critichiamo le regole. Però proviamo a spiegarle. Con queste regole si può solo pareggiare. Come si fa a colpire l’avversario, trovargli un punto debole, tirare fuori una battuta ad effetto, se si hanno due minuti e mezzo per replicare?
Spieghiamo meglio. In un dibattito senza regole si rischia la rissa, però ci può essere dialogo. Che è diverso dal dibattito. Con il dialogo si può incalzare l’avversario, coglierlo in fallo subito dopo aver pronunciato un inesattezza, evitargli di recuperare dopo un passo falso. E questo dà pepe al confronto. Suscita interesse. Se si hanno due minuti e mezzo per argomentare, ci si può spiegare meglio. Però si “rischia” di non sbagliare mai. Qualsiasi affermazione viene annegata in un discorso più ampio, più complesso. Che può essere incentrato su dati, numeri, oppure voli pindarici impregnati di felicità.
Si ha il tempo di pensare, riflettere, evitare di sbagliare. Quindi si lascia più spazio alle interpretazioni. Inevitabilmente di parte, siamo in Italia!
Perché tutti i giornali dicono che ha vinto Prodi? Due motivi.
Primo perché era già deciso di dirlo. “Europa” docet.
Secondo perché effettivamente una sorpresa c’è stata. Se da Prodi ti aspetti 30, e dà 50, ecco che Prodi vince. Se da Berlusconi ti aspetti 100, e dà 70, ecco che inesorabilmente perde.
Purtroppo il sistema di quel dibattito non consente né i 30 né i 100. Si ha il tempo per spiegarsi, quindi si disinnesca l’incapacità comunicativa. Si ha troppo tempo, quindi si annega in un mare di numeri che rischiano di essere controproducenti.
Conclusione: le regole sono positive. Ma non consentono di stabilire univocamente vincitori & vinti. Quindi l’esito è più interpretabile. E manipolabile. Ottimo terreno di caccia per i nostri giornalisti/opinionisti.

Controcorrente!

Tutti, ma proprio tutti, hanno parlato del dibattito Prodi-Berlusconi. Non ci siamo fatti mancare nulla. Come al solito. Poca obiettività, tanta, ma proprio tanta, partgianeria.
Un piccolo esempio. Europa, quotidiano della Margherita, chiude la propria edizione alle 20.30. Sapete cosa ha scritto in un articolo? "Ha vinto Prodi, ovvio". Peccato che il confronto sia iniziato ben quarantacinque minuti dopo...
A prescindere dalla preveggenza, scegliamo di andare controcorrente. Per ora non si parla del confronto. Forse perchè non ci ha lasciato un gran ricordo...

martedì, marzo 14, 2006

Romano, perdonami perchè ho peccato



da Daw



Doveva farsi perdonare.
Ci ha provato, ma non ci è riuscita: ha ottenuto l'effetto contrario. Lei che era stata chiamata a fare il presidente di garanzia, lei che - appunto - doveva garantire, non solo non ha garantito nulla, ma non ha riportato in tv nessuno del famoso trio criminoso, e - non contenta - ha pure censurato e cancellato dai palinsesti il programma RaiOt.
Sì, ma come farsi perdonare tutto questo? L'occasione è la più ghiotta in assoluto: l'intervista al Nemico, il Presidente del Consiglio. Detto, fatto. L'intervista è andata come sappiamo, ma chiarmarla intervista non è corretto.
E' stato uno scontro tra due candidati politici.
Il Manuale di Comunicazione Politica, alla pagina 45, al capitolo "come affrontare un dibattito", suggerisce al candidato di:

parlare sempre. Se l'altro sta parlando, non interromperlo, ma cerca di coprire la sua voce.
• cerca di mettere il tuo avversario in difficoltà. Non parlare mai delle cose buone che può aver fatto, metti in luce solo quelle cattive.
• se ad una tua domanda il tuo avversario risponde correttamente, cambia immediatamente discorso.
• anche quando non stai parlando, scuoti sempre la testa e agita le mani.

Ecco, ieri abbiamo assistito ad una applicazione pratica di questi consigli, peccato che non si trattasse di un match tra due politici, ma di un incontro tra una giornalista ed un politico. La professionalità di questa giornalista è discutibile, come è discutibile e agghiacciante il fatto che sia stata presidente della Rai una che non capisce che ad audience più passo (ma più qualificato) non corrispondono necessariamente introiti più bassi, ecco, una così è sicuramente estranea al mondo della televisione. Il presidente del Consiglio che se ne va, indignato e arrabbiato, è l'unica conseguenza possibile di fronte all'aggressività e alla violenza verbale dell'avversario politico. Chi blatera di giornalismo all'inglese probabilmente non hai mai visto un giornalista inglese. Chi può difendere e prendere le parti della bella Annunziata? Semplice, soltanto chi ha difeso Socci e il suo
perchè-perchè-perchè. Lo stile è lo stesso, la violenza verbale è identica, e l'aggressività pure. Il paragone è di Marco Travaglio, che - come Petruccioli - sta dalla parte del Cavaliere: "Berlusconi non l'ha insultata, lei è stata gratuitamente e pretestuosamente aggressiva. Anzi, inutilmente aggressiva".
Pensate alle strane coincidenze della vita, sapete chi era presidente quando Socci aggredì la Melandri e questa, poveretta, dovette scappare? Avete indovinato, era proprio lei.
E cosa disse la nostra amata?

Questo: "Penso che il suo atteggiamento [di Socci, ndDaw] abbia abbandonato qualunque idea di conduzione, anche partigiana, per assumere i toni puri e semplici della militanza. Socci conosce perfettamente le regole giornalistiche per non sapere che la sua aggressiva conduzione non solo ha offeso l’onorevole Melandri, ma ha anche ferito la sensibilità di molte persone".

Colpita, e affondata.

Ciao Lucia.

P.s. dalla pagina 63 del Manuale di Comunicazione Politica: "se ti ritrovi in una
situazione di difficoltà, sfrutta tutto a tuo favore: con un gesto improvviso, ma non del tutto ingiustificato, cerca di concentrare l'attenzione dei media tutta su di te". Ah, la vecchia scuola è sempre la migliore.

lunedì, marzo 13, 2006

La grande attesa




Meno di 24 ore allo scontro. O incontro?
O un semplice dibattittotraidueleaderdellecoalizioniincampocomeavvieneintuttiipaesidemocratici?
Innanzitutto non è una novità. Sia nel 94 che nel 96 il dibattito ci fu. E senza particolari regole.
Addirittura di fronte alla Annunziata si presentarono tutti i leader delle due coalizioni.
Domani vedremo tutto più ovattato. Regole su tutto: studio, tempi, argomenti, inquadrature, conclusioni. Ma è un progresso o un regresso? Si fa così giustificando il fatto che negli Stati Uniti "si fa così". Ma se ci annoiassimo?
Ancora oggi Aldo Grasso sul Corriere ribadisce il successo di pubblico che i confronti politici stanno avendo in tv. Caso estremo: record assoluto per Matrix durante Berlusconi-Diliberto.
Sono stati confronti liberi però. Niente regole, libero il conduttore, ancora di più i protagonisti. Unica controindicazione: si finisce troppo spesso fuori strada.
Le regole hanno i loro pregi: imparzialità, parità nella gestione dei tempi.
Speriamo di risparmiarci un replay "alla Annunziata". E di divertirci soprattutto.

domenica, marzo 12, 2006

Capire la realtà

Un commento ad un nostro post dà lo spunto: basta vittimismo verso il premier & sapere quali saranno i cambiamenti dopo le elezioni. Le due cose non si escludono.
Sapere cosa accadrà rientra nei programmi. Spiegare cosa si vuole fare, farsi capire, farsi votare.
Smetterla con il vittimismo è più difficile. Perché non è vittimismo, forse più lotta con i mulini a vento. Lo Stato sta cambiando, il suo ruolo si è ridimensionato negli ultimi anni. Più poteri agli enti locali, competenze esclusive per le regioni. Solo che non lo sa NESSUNO. Non è solo ignoranza. È una mancanza di istruzione. Chi non ricorda la vecchia ora di educazione civica? Veniva vista come uno spreco di tempo. Che errore! Insegnare ai “diciottenni” il funzionamento dello Stato potrebbe essere molto utile. Anche più di conoscere i programmi futuri. Perché svilupperebbe coscienza critica, capacità di distinzione. Saper riconoscere una responsabilità, ed i furbi che giocano allo scaricabarile. Questa è la vera battaglia. Rendere i cittadini consapevoli del funzionamento dello Stato. Secondo noi è un requisito minimo di democrazia. In Italia somiglia ad un utopia.

sabato, marzo 11, 2006

Voglio un dibattito.




Prodi ha chiesto e ottenuto che Berlusconi rinunciasse alla sua conferenza finale per fare il confronto. Ha fatto bene.
E ha fatto bene Berlusconi a cedere.
Prodi non è così fesso da accettare il confronto, sapendo che Berlusconi avrebbe avuto uno spazio per sbugiardarlo parola per parola subito dopo. Non sarebbe stato equo nei confronti dei milioni di Italiani indecisi che vogliono farsi un parere obiettivo sul voto. E si sa che chi ha l'ultima parola ha sempre più presa nei confronti del pubblico.
D'altro canto Berlusconi non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione del dibattito, visto che buca il video molto più del leader dell'Unione. Sarebbe stato un grosso errore.

Il dibattito quindi ci sarà.
Ma come sarà?

Prodi chiede a gran voce
le regole ferree che hanno caratterizzato il triplice confronto per le elezioni presidenziali americane tra Bush e Kerry. Un malloppo di 32 pagine .
Mentre auspico anche per i leader nostrani il numero di confronti svoltisi in America ( cioè tre: uno solo non basterebbe per parlare approfonditamente degli innumerevoli temi da trattare), le regole mi lasciano quantomeno perplesso.

Nessuna domanda tra di loro, devono guardare dritti davanti a se, le telecamere non possono inquadrare Prodi mentre parla Berlusconi e viceversa, nessuno schermo con tabelle e dati dietro di loro...fino alla regolamentazione della temperatura nello studio televisivo e alla tinta della cravatta.

Sono sconcertato.

Io voglio che si smascherino a vicenda, che si sbugiardino, che si interrompano, che si agitino, che si sentano in difficoltà davanti alle domande dei giornalisti e del pubblico non concordate precedentemente, e soprattutto vorrei vedere dati ISTAT su uno schermo bello grosso piazzato proprio al centro, tra i due contendenti, che faccia vedere agli Italiani chi sta dicendo il vero e chi il falso. Troppi ( non ultimo ieri sera) sono stati finora i confronti dove uno diceva una cosa e l'altro completamente l'opposto, ed entrambi cercavano di accaparrarsi la ragione sbandierando fogli.

Io voglio un dibattito.
Altrimenti saranno soltanto due conferenze.

Confronto deludente



Tanta attesa, risultato al di sotto delle aspettative. Si è celebrato ieri il confronto tra Berlusconi e Diliberto. Ci si poteva onestamente aspettare di meglio. Troppa retorica, troppa discussione sul comunismo. Si è parlato di scuola, di magistratura, di lavoro. Il tempo è volato, e la politica estera? Le mani grondanti di sangue, la guerra in Iraq, l’Iran di Ahmadinejad? I temi più caldi sono stati lasciati da parte. Forse più a svantaggio del Premier che del leader dei Comunisti italiani. Posizioni controverse di politica estera avrebbero permesso un attacco forte sulla proposta complessiva dell’Unione.
D’altra parte un Diliberto troppo retorico. Esporre una busta paga, una pensione particolarmente basse cosa significa? Non esiste mondo senza situazioni difficili. Senza ingiustizie. Vogliamo dare la colpa di tutto a Berlusconi? Domanda retorica, la risposta è si. Sono dodici anni che è così. Lo abbiamo già scritto. L’autobus in ritardo-la strada dissestata-le liste di attesa-tra poco anche il brutto tempo….
Molti sperano questo finisca. Chi propende per l’eliminazione alla radice del problema. Ovvero Berlusconi.
Altri che sperano in una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. Meccanismi & poteri che tutti dovrebbero conoscere.
Scriveremo anche di questo.

giovedì, marzo 09, 2006

Scuse

Per un errore di impostazioni del blog, i commenti dei vari bloggers non sono stati visualizzati finora.
Il problema è risolto, e ora tutti potranno scrivere liberamente.

Scusate ragazzi, sinceramente.

mercoledì, marzo 08, 2006

La svolta del Corriere




Editoriale del direttore del più diffuso e autorevole giornale italiano. Vota centrosinsitra. Non solo, auspica la crescita di due delle tre punte. La terza può anche scomparire. Anzi, sarebbe meglio lo facesse.
E quei 6/7 milioni di italiani che ancora votano per quella punta? Dovrebbero sparire insieme a lui?
Sembra difficile. Nonchè irrispettoso. Possibile siano tutti colti da un abbaglio collettivo lungo dodici anni? E poi basta con la favoletta dei giornali in mano ad una sola persona.
Da oggi ci crede qualche persona di meno.

venerdì, marzo 03, 2006

Forse non tutti sanno che...

Facciamo un piccolo test: provare a chiedere di chi è la colpa di ciò che in Italia non funziona. L'autobus è in ritardo e troppo pieno? La strada è dissestata? Le Asl non funzionano? Indovinate quale sarà la risposta... Berlusconi! Sempre lui, ciò che non funziona è sempre colpa sua.
Secondo l'ultimo libro di Giorgio Bocca, persino la disastrosa condizione di Napoli è figlia delle gesta del Premier. La Camorra l'ha costruita lui, come no! Ma dire invece che da tredici anni, (TREDICI!) Napoli è guidata da giunte di centrosinistra? Che la Regione ormai da sei anni è nelle salde mani di Bassolino e lo sarà anche per i prossimi quattro? Suvvia, un minimo di onestà intellettuale...
Tipico esempio di fenomeno che in Italia si verifica ormai da dodici anni. L'avvocato Agnelli ne diede una pennellata alla vigilia delle elzioni del 2001: "Se Berlusconi vince, sarà merito di tutti. Se perde, sarà solo colpa sua". Perfetto.
Perchè esiste questo pregiudizio? Perchè la "gente" non sa le cose. Non conosce le competenze dello Stato e degli organi locali, non sa riconoscere le responsabilità. Diversi i motivi.
La comunicazione pubblica, intesa come servizio al cittadino, scarseggia, nonostante la legge 150 del 2000. I giornali hanno pensato solo a parlare di Berlusconi, ma di cose ne hanno spiegate poche.
Si innesta un meccanismo perverso. Per molti anche comodo. Troppo facile lavorare deresponsabilizzati dal fatto di avere una figura come Berlusconi. Tanto la colpa sarà sempre la sua, perchè dovrei lavorare bene? E giù consulenze che coprono il 20% dei bilanci locali.
Scandaloso! Ma farlo sapere sarebbe meglio.
Consiglio, non richiesto per la campagna elettorale: documentarsi a livello locale, andare casa per casa. Non accontentarsi del posto in lista comodo è l'unica chiave per vincere.

giovedì, marzo 02, 2006

E Romano continua a non parlare.

E’ vero! La diretta di canale5 per l’intervento del Presidente Berlusconi al Congresso americano violerebbe le regole della legge sulla par condicio. E ancor più grave sarebbe la replica serale mandata in onda dal Tg4. Permettetemi il beneficio del condizionale perché credo, Signori, che siamo in presenza di una causa di giustificazione non del tutto trascurabile. Stiamo parlando del nostro Presidente del Consiglio che, come concesso solamente ad altri quattro Premier nella storia italiana, si rivolge alle Camere riunite degli Stati Uniti. Un Presidente che in quel momento non rappresenta alcun partito politico, ma tutti noi italiani, tutte le nostre imprese, tutti i nostri prodotti. Un momento importante per il Paese che tutti hanno il diritto di condividere. E comunque, anche se dovessi sbagliarmi, della questione se ne occuperà l’Autorità per le Comunicazioni. A lei e solo a lei il compito di decidere. Sarebbe giusto, credo,concedere lo stesso spazio televisivo a Prodi. Ma con quali risultati? Il silente professore tale è e tale rimane. Non parla… ma scrive. Scrive 281 pagine di programma in perfetto politichese per dire tutto e il contrario di tutto. E mentre Silvio parla, perchè lui si che ne ha cose da dire, il professore preferisce rimanere zitto, dimostrando di non avere neppure il coraggio di criticare il “compagno” Diliberto che commenta l’incontro tra Berlusconi e Bush affermando che i due “Sono andati a stringersi mani grondanti di sangue”.
Parli Professore! Dica qualcosa! Almeno per i suoi elettori, perché i nostri hanno ben capito con chi stare.

mercoledì, marzo 01, 2006

A volte ha ragione anche lui...

La dichiarazione di Fatuzzo, Segretario del Partito dei Pensionati, secondo la quale l’aumento delle pensioni fino a 800 euro, così come prospettato da Berlusconi, creerebbe nel Paese lavoro nero, fa saltare sulla sedia Filippo de Jorio, Presidente della Consulta dei pensionati.
“E’ inaudito”- afferma de Jorio- “il danno che Fatuzzo vuole perpetrare nei confronti dei pensionati chiedendo un aumento di soli 50 euro per tutte le pensioni. Sarebbe come inserire i pensionati nel programma di Governo alla voce varie ed eventuali. Per questo tutte queste persone sono con Forza Italia e con la Casa delle Libertà, perché si sentono più garantiti”.
Così si realizza ciò che Berlusconi aveva previsto in occasione della conferenza stampa che ha sancito l’accordo tra Lega e Mpa. La Consulta non segue il suo leader e i pensionati rimangono con Silvio.