sabato, giugno 10, 2006

Poltrone


La politica è in degrado. Persone abilissime a conquistare voti accaparrano un immenso potere contrattuale con gli alleati per poter chiedere poltrone, per spartirsi i posti in caso di vittoria.
Non conta quanto uno sia competente in materia. Non conta chi sarebbe il più adatto, il più abile a gestire un ufficio, ad amministrare una funzione. Conta il fatto che
noi abbiamo preso tot voti e quindi quel posto è nostro, quella delega la dobbiamo avere noi, quei fondi li gestirà un membro del nostro partito, altrimenti salta la coalizione.
Da queste logiche non è esclusa ne l'attuale maggioranza ne l'opposizione, e mi fa ribrezzo.
La sola differenza è che l'attuale maggioranza mette insieme una decina di partiti e partitini, che forti del loro zerovirgolapercento possono ricattare tutto il Governo, nato con l'handicap di soli 24.000 voti in più alla Camera.

Quindi non conta dove andranno a finire i fondi per il Mezzogiorno, ma si litiga su chi dovrà gestire quel portafoglio (uno dei più consistenti visti i fondi europei per le aree svantaggiate).
Non conta come verranno alla fine gestite le unioni di fatto, ma il braccio di ferro tra DS e Margherita per vedere chi ha più peso politico nel governo. Ma non preoccupatevi, la situazione è tranquilla. Si sa, in tutte le famiglie ci sono piccole scaramucce. E quando i pargoli litigano sull'uso della Playstation, ci pensa papà Romano a sistemare tutto. Fate a metà. Oppure, visto che ogni padre ama le sue creature, per non farli litigare più fa il piccolo sacrificio. Si comprano due playstation, così ognuno può giocare con la sua. Finora siamo arrivati a
102. Chissà se il povero Padoa Schioppa in mezzo a tutto questo chiasso riuscirà a giocare in santa pace col suo pallottoliere.