Cinque anni al governo /3
Roma, 19 APR (Velino) - È scontro nell'Unione tra chi
vorrebbe abrogare la legge Biagi e chi invece "ritoccarla",
ma comunque mantenerla in vigore. Questa volta e' toccato a
Daniele Capezzone lanciare una frecciata agli alleati che
vorrebbero sbarazzarsi della legge 30. A margine della
direzione nazionale della Rosa nel pugno, Capezzone ha infatti
affermato: "Bene che i segretari di Cisl e Uil
abbiano detto no ai diktat e ai veti della Cgil, dei
Comunisti italiani e di Fausto Bertinotti. Se dopo aver
commesso tanti errori sulle tasse, il centrosinistra ora inizia anche
a commettere errori sulla legge Biagi, andandola a abolire, sarebbe una
sciocchezza". Da queste parole risulta chiaro che l'intenzione della Rosa nel
pugno non e' quella di abrogare la legge Biagi, ma di "riequilibrarla,
perche' non siano solo i lavoratori a pagare il prezzo della
flessibilita'. Ma questo paese - ha aggiunto Capezzone - ha bisogno
di piu' Biagi, meno Rizzo e meno Diliberto". Non sie' fatta attendere la
replica del segretario dei Comunisti italiani. "Non intendiamo assolutamente
alimentare polemiche all'interno dell'Unione - ha spiegato Diliberto - e
quindi non replichiamo alle dichiarazioni di Capezzone sulla legge
30". Ma ha poi non ha risparmiato una stoccata all'esponente della Rnp: "Per quanto
riguarda le cose da fare noi ci atteniamo al programma di governo del centrosinistra,
programma sottoscritto da tutti. Ora - ha concluso il segretario Pdci - appare chiaro chi e' che fa il guastatore all'interno della nostra coalizione"Daniele Capezzone e Oliviero Diliberto




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