Pareggio scontato
Prima di scriverne abbiamo riflettuto. Non critichiamo le regole. Però proviamo a spiegarle. Con queste regole si può solo pareggiare. Come si fa a colpire l’avversario, trovargli un punto debole, tirare fuori una battuta ad effetto, se si hanno due minuti e mezzo per replicare?
Spieghiamo meglio. In un dibattito senza regole si rischia la rissa, però ci può essere dialogo. Che è diverso dal dibattito. Con il dialogo si può incalzare l’avversario, coglierlo in fallo subito dopo aver pronunciato un inesattezza, evitargli di recuperare dopo un passo falso. E questo dà pepe al confronto. Suscita interesse. Se si hanno due minuti e mezzo per argomentare, ci si può spiegare meglio. Però si “rischia” di non sbagliare mai. Qualsiasi affermazione viene annegata in un discorso più ampio, più complesso. Che può essere incentrato su dati, numeri, oppure voli pindarici impregnati di felicità.
Si ha il tempo di pensare, riflettere, evitare di sbagliare. Quindi si lascia più spazio alle interpretazioni. Inevitabilmente di parte, siamo in Italia!
Perché tutti i giornali dicono che ha vinto Prodi? Due motivi.
Primo perché era già deciso di dirlo. “Europa” docet.
Secondo perché effettivamente una sorpresa c’è stata. Se da Prodi ti aspetti 30, e dà 50, ecco che Prodi vince. Se da Berlusconi ti aspetti 100, e dà 70, ecco che inesorabilmente perde.
Purtroppo il sistema di quel dibattito non consente né i 30 né i 100. Si ha il tempo per spiegarsi, quindi si disinnesca l’incapacità comunicativa. Si ha troppo tempo, quindi si annega in un mare di numeri che rischiano di essere controproducenti.
Conclusione: le regole sono positive. Ma non consentono di stabilire univocamente vincitori & vinti. Quindi l’esito è più interpretabile. E manipolabile. Ottimo terreno di caccia per i nostri giornalisti/opinionisti.
Spieghiamo meglio. In un dibattito senza regole si rischia la rissa, però ci può essere dialogo. Che è diverso dal dibattito. Con il dialogo si può incalzare l’avversario, coglierlo in fallo subito dopo aver pronunciato un inesattezza, evitargli di recuperare dopo un passo falso. E questo dà pepe al confronto. Suscita interesse. Se si hanno due minuti e mezzo per argomentare, ci si può spiegare meglio. Però si “rischia” di non sbagliare mai. Qualsiasi affermazione viene annegata in un discorso più ampio, più complesso. Che può essere incentrato su dati, numeri, oppure voli pindarici impregnati di felicità.
Si ha il tempo di pensare, riflettere, evitare di sbagliare. Quindi si lascia più spazio alle interpretazioni. Inevitabilmente di parte, siamo in Italia!
Perché tutti i giornali dicono che ha vinto Prodi? Due motivi.
Primo perché era già deciso di dirlo. “Europa” docet.
Secondo perché effettivamente una sorpresa c’è stata. Se da Prodi ti aspetti 30, e dà 50, ecco che Prodi vince. Se da Berlusconi ti aspetti 100, e dà 70, ecco che inesorabilmente perde.
Purtroppo il sistema di quel dibattito non consente né i 30 né i 100. Si ha il tempo per spiegarsi, quindi si disinnesca l’incapacità comunicativa. Si ha troppo tempo, quindi si annega in un mare di numeri che rischiano di essere controproducenti.
Conclusione: le regole sono positive. Ma non consentono di stabilire univocamente vincitori & vinti. Quindi l’esito è più interpretabile. E manipolabile. Ottimo terreno di caccia per i nostri giornalisti/opinionisti.




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1 Comments:
Mi permetto di segnalare il mio post in proposito.
http://centrodestra.blogspot.com/2006/03/chi-dice-che-ha-vinto-prodi-in.html
By
maurom, at 21 marzo, 2006 17:24
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