Romano, perdonami perchè ho peccato

da Daw
Doveva farsi perdonare.
Ci ha provato, ma non ci è riuscita: ha ottenuto l'effetto contrario. Lei che era stata chiamata a fare il presidente di garanzia, lei che - appunto - doveva garantire, non solo non ha garantito nulla, ma non ha riportato in tv nessuno del famoso trio criminoso, e - non contenta - ha pure censurato e cancellato dai palinsesti il programma RaiOt.
Sì, ma come farsi perdonare tutto questo? L'occasione è la più ghiotta in assoluto: l'intervista al Nemico, il Presidente del Consiglio. Detto, fatto. L'intervista è andata come sappiamo, ma chiarmarla intervista non è corretto.
E' stato uno scontro tra due candidati politici.
Il Manuale di Comunicazione Politica, alla pagina 45, al capitolo "come affrontare un dibattito", suggerisce al candidato di:
• parlare sempre. Se l'altro sta parlando, non interromperlo, ma cerca di coprire la sua voce.
• cerca di mettere il tuo avversario in difficoltà. Non parlare mai delle cose buone che può aver fatto, metti in luce solo quelle cattive.
• se ad una tua domanda il tuo avversario risponde correttamente, cambia immediatamente discorso.
• anche quando non stai parlando, scuoti sempre la testa e agita le mani.
Ecco, ieri abbiamo assistito ad una applicazione pratica di questi consigli, peccato che non si trattasse di un match tra due politici, ma di un incontro tra una giornalista ed un politico. La professionalità di questa giornalista è discutibile, come è discutibile e agghiacciante il fatto che sia stata presidente della Rai una che non capisce che ad audience più passo (ma più qualificato) non corrispondono necessariamente introiti più bassi, ecco, una così è sicuramente estranea al mondo della televisione. Il presidente del Consiglio che se ne va, indignato e arrabbiato, è l'unica conseguenza possibile di fronte all'aggressività e alla violenza verbale dell'avversario politico. Chi blatera di giornalismo all'inglese probabilmente non hai mai visto un giornalista inglese. Chi può difendere e prendere le parti della bella Annunziata? Semplice, soltanto chi ha difeso Socci e il suo perchè-perchè-perchè. Lo stile è lo stesso, la violenza verbale è identica, e l'aggressività pure. Il paragone è di Marco Travaglio, che - come Petruccioli - sta dalla parte del Cavaliere: "Berlusconi non l'ha insultata, lei è stata gratuitamente e pretestuosamente aggressiva. Anzi, inutilmente aggressiva".
Pensate alle strane coincidenze della vita, sapete chi era presidente quando Socci aggredì la Melandri e questa, poveretta, dovette scappare? Avete indovinato, era proprio lei.
E cosa disse la nostra amata?
Questo: "Penso che il suo atteggiamento [di Socci, ndDaw] abbia abbandonato qualunque idea di conduzione, anche partigiana, per assumere i toni puri e semplici della militanza. Socci conosce perfettamente le regole giornalistiche per non sapere che la sua aggressiva conduzione non solo ha offeso l’onorevole Melandri, ma ha anche ferito la sensibilità di molte persone".
Colpita, e affondata.
Ciao Lucia.
P.s. dalla pagina 63 del Manuale di Comunicazione Politica: "se ti ritrovi in una situazione di difficoltà, sfrutta tutto a tuo favore: con un gesto improvviso, ma non del tutto ingiustificato, cerca di concentrare l'attenzione dei media tutta su di te". Ah, la vecchia scuola è sempre la migliore.




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