Inutile silenzio
Mettiamoci nei panni di un elettore di centrosinistra. Vinco le elezioni per un soffio, i miei leader fanno subito vedere i muscoli per ribadire che da soli ce la faranno. Si eleggono le cariche istituzionali, anche il Presidente della Repubblica. Tra poco si inizia il governo. Ma qual è il bilancio di questo mese post-elettorale?
Un paio di cosette non mi lascerebbero del tutto tranquillo.
Prima di tutto, incapacità di stare zitti da parte dei piccoli, corrispondente ad un inadeguato silenzio per quanto riguarda il leader. Troppe chiacchiere, richieste, piccoli ricatti. Se questo è l’inizio, cosa succederà quando bisognerà discutere di problemi veri, che riguardino il paese e non le poltrone? Di cui probabilmente, a me ipotetico elettore di centrosinistra, interessa ben poco. Eppure sembra che questo non conti nulla. Cosa aggravata dal fatto che mentre tutti parlano a sproposito, e per tutti intendiamo i vari mastellaboninopecorarodipietrodilibertogiordano, manca la voce del leader.
Prodi ha una grande capacità. Sa stare zitto. Perfetto contrario del suo predecessore…
Però non si può governare così. In campagna elettorale avevamo parlato delle 4/5 parole d’ordine che usava nei dibattiti, evitando accuratamente di scendere nel concreto. Dai risultati elettorali abbiamo capito che forse, la mancanza di concretezza, non gli ha giovato molto. Soprattutto tra l’elettorato del nord, affamato di risposte.
Sembra non abbia imparato molto. Per un mese ha detto soltanto: “stiamo lavorando per farci trovare pronti quando mi verrà dato l’incarico”. Intorno a lui si scannano per le poltrone, aprendo ferite poi inevitabilmente destinate a trascinarsi durante la quotidianità di governo, e lui recita la parte del tranquillone, dell’uomo sereno che non sembra curarsi affatto di ciò che avviene.
Ci permettiamo un consiglio. Nei suoi cinque anni di governo, Berlusconi è andato pochissimo in televisione a parlare direttamente alla gente. Ciò non gli ha giovato, perché ha lasciato completo campo aperto ai media di interpretate il suo pensiero, evidenziarne le falle, gli errori, le gaffes, così da logorargli inesorabilmente l’immagine.
Forse Prodi dovrebbe pensarci un attimo. Anche perché delle due l’una. O non parlare è una strategia ben precisa, ma finora non ci sembra produttiva. Oppure si ha poco da dire… E ci sembra ancora peggio…
Un paio di cosette non mi lascerebbero del tutto tranquillo.
Prima di tutto, incapacità di stare zitti da parte dei piccoli, corrispondente ad un inadeguato silenzio per quanto riguarda il leader. Troppe chiacchiere, richieste, piccoli ricatti. Se questo è l’inizio, cosa succederà quando bisognerà discutere di problemi veri, che riguardino il paese e non le poltrone? Di cui probabilmente, a me ipotetico elettore di centrosinistra, interessa ben poco. Eppure sembra che questo non conti nulla. Cosa aggravata dal fatto che mentre tutti parlano a sproposito, e per tutti intendiamo i vari mastellaboninopecorarodipietrodilibertogiordano, manca la voce del leader.
Prodi ha una grande capacità. Sa stare zitto. Perfetto contrario del suo predecessore…
Però non si può governare così. In campagna elettorale avevamo parlato delle 4/5 parole d’ordine che usava nei dibattiti, evitando accuratamente di scendere nel concreto. Dai risultati elettorali abbiamo capito che forse, la mancanza di concretezza, non gli ha giovato molto. Soprattutto tra l’elettorato del nord, affamato di risposte.
Sembra non abbia imparato molto. Per un mese ha detto soltanto: “stiamo lavorando per farci trovare pronti quando mi verrà dato l’incarico”. Intorno a lui si scannano per le poltrone, aprendo ferite poi inevitabilmente destinate a trascinarsi durante la quotidianità di governo, e lui recita la parte del tranquillone, dell’uomo sereno che non sembra curarsi affatto di ciò che avviene.
Ci permettiamo un consiglio. Nei suoi cinque anni di governo, Berlusconi è andato pochissimo in televisione a parlare direttamente alla gente. Ciò non gli ha giovato, perché ha lasciato completo campo aperto ai media di interpretate il suo pensiero, evidenziarne le falle, gli errori, le gaffes, così da logorargli inesorabilmente l’immagine.
Forse Prodi dovrebbe pensarci un attimo. Anche perché delle due l’una. O non parlare è una strategia ben precisa, ma finora non ci sembra produttiva. Oppure si ha poco da dire… E ci sembra ancora peggio…




RSS
0 Comments:
Posta un commento
<< Home