La goccia cinese
Sarà la par condicio a determinare il successo di queste elezioni. Guardiamo ai numeri. La coalizione di centro-destra veniva data a 7/8 punti di distacco ad inizio gennaio. Inizia il forcing radiotelevisivo di Berlusconi. Grandi polemiche, ma tutti gli altri leader a ruota nell’occupare qualsiasi spazio disponibile. Dibattiti, confronti, ascolti record. Sembra l’affermazione definitiva della Telepolitica. E giù previsioni fantastiche su un futuro fatto di confronti all’americana tra Berlusconi & Prodi. Poi il vento cambia. Entra in gioco la par condicio, la rimonta del centrodestra rallenta. Recupero forte, da 8 a 3/4 punti percentuali di distacco. Ma qui ci si ferma. Ormai da due settimane. Guarda caso con l’entrata in vigore della par condicio. Lo stesso Prodi fa due calcoli: Berlusconi sempre in televisione rimonta, fuori dagli schermi no. Chi glielo fa fare di affrontarlo direttamente in tv?
Il motivo è semplice: nonostante le chiacchiere, Berlusconi ancora “tira”. La gente vuole vederlo, crede a ciò che dice quando lo ascolta direttamente dalla sua voce. Quando parla direttamente Berlusconi sa comunicare, motivare, creare fiducia. Attraverso i giornali no. Chissà perché?
Va bene, non tutti i giornali sono di sinistra. Però sono decisivi per scalfire l’immagine di un leader. Esempio: discorso elettorale di un ora, presentazione del programma, tutto ciò che arriva a noi sono i paragoni storici del Premier. Ironici, simpatici, senza dubbio da citare, ma rilevanti al punto da costruirci paginate sui giornali? Titoloni in prima pagina facile preda della solita ironia?
È così che si vincono le elezioni? Cinque anni di goccia cinese sulla credibilità del Premier saranno più efficaci della campagna elettorale?
Il motivo è semplice: nonostante le chiacchiere, Berlusconi ancora “tira”. La gente vuole vederlo, crede a ciò che dice quando lo ascolta direttamente dalla sua voce. Quando parla direttamente Berlusconi sa comunicare, motivare, creare fiducia. Attraverso i giornali no. Chissà perché?
Va bene, non tutti i giornali sono di sinistra. Però sono decisivi per scalfire l’immagine di un leader. Esempio: discorso elettorale di un ora, presentazione del programma, tutto ciò che arriva a noi sono i paragoni storici del Premier. Ironici, simpatici, senza dubbio da citare, ma rilevanti al punto da costruirci paginate sui giornali? Titoloni in prima pagina facile preda della solita ironia?
È così che si vincono le elezioni? Cinque anni di goccia cinese sulla credibilità del Premier saranno più efficaci della campagna elettorale?




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2 Comments:
Non sottovalutiamo la diffusione dei blog e la possibilità di capillare propagazione.
Abbiamo un mese a disposizione: facciamo rete e passa parola, infiltriamoci dappertutto, comunichiamo con chiunque i fatti concreti, le realizzazioni, le conquiste e i grandi successi di questo Governo.
In bocca al lupo a tutti noi!
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maurom, at 28 febbraio, 2006 17:00
Noi blogger possiamo fare molto.
La rete è un mezzo privilegiato, soprattutto dai giovani, che permette di raggiungere chiunque abbia un PC collegato.
Noi dovremmo farci conoscere dialogando con tutti, entrando in ogni sito, ascoltando tutte le voci, facendo sentire la nostra presenza sul territorio e non lasciando soli i simpatizzanti.
Dobbiamo fare rete, anzi ragnatela, per avviluppare e stringere a noi coloro che credono nella libertà e nei principi che caratterizzano la CdL.
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maurom, at 01 marzo, 2006 10:56
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