E' la democrazia, bellezza...
Cinque anni fa fu un errore. Perché rifarlo?
Durante le ultime elezioni negli Stati Uniti, abbiamo assistito a tre dibattiti tra i due candidati. Sistema presidenziale secco, o l’uno o l’altro. Chi vince prende tutto, chi perde va a casa. Difficile conquistare una seconda occasione.
L’Italia è diversa, si sa. Però qualcosa la potremmo imparare.
Abbiamo il proporzionale. Le coalizioni hanno fatto scelte diverse. L’Unione schiera solo Prodi. La Casa delle libertà punta sui leader di partito, il “tridente”. Un confronto tra tutti è praticamente impossibile. E forse neanche lo vogliamo. L’attesa è concentrata tutta su un confronto in particolare. Berlusconi – Prodi, dieci anni dopo. Sembra il titolo di un film, ma necessario per lo svolgimento corretto di una campagna elettorale. In una democrazia ci si confronta, si discute, non per fare ascolto in televisione. Per far capire alle persone tra chi/cosa si troveranno a scegliere nell’urna.
Rifiutarsi di partecipare in nome di una presunta superiorità è un errore. Così come dire “se lo ha fatto lui, lo posso fare anche io”.
Soprattutto in questa campagna dove la televisione la sta facendo da padrona, come luogo di confronto e non solo di monologhi.
Durante le ultime elezioni negli Stati Uniti, abbiamo assistito a tre dibattiti tra i due candidati. Sistema presidenziale secco, o l’uno o l’altro. Chi vince prende tutto, chi perde va a casa. Difficile conquistare una seconda occasione.
L’Italia è diversa, si sa. Però qualcosa la potremmo imparare.
Abbiamo il proporzionale. Le coalizioni hanno fatto scelte diverse. L’Unione schiera solo Prodi. La Casa delle libertà punta sui leader di partito, il “tridente”. Un confronto tra tutti è praticamente impossibile. E forse neanche lo vogliamo. L’attesa è concentrata tutta su un confronto in particolare. Berlusconi – Prodi, dieci anni dopo. Sembra il titolo di un film, ma necessario per lo svolgimento corretto di una campagna elettorale. In una democrazia ci si confronta, si discute, non per fare ascolto in televisione. Per far capire alle persone tra chi/cosa si troveranno a scegliere nell’urna.
Rifiutarsi di partecipare in nome di una presunta superiorità è un errore. Così come dire “se lo ha fatto lui, lo posso fare anche io”.
Soprattutto in questa campagna dove la televisione la sta facendo da padrona, come luogo di confronto e non solo di monologhi.




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